mercoledì 19 settembre 2012
Paulo Coelho - IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA
14 luglio 1099. Mentre Gerusalemme si prepara all’invasione dei
crociati, un uomo greco, conosciuto come Il Copto, raccoglie tutti gli
abitanti della città, giovani e vecchi, donne e bambini, nella piazza
dove Pilato aveva consegnato Gesù alla sua fine. La folla è formata da
cristiani, ebrei e mussulmani, e tutti si radunano in attesa di un
discorso che li prepari per la battaglia imminente, ma non è di questo
che parla loro il Copto: il vecchio saggio, infatti, li invita a
rivolgere la loro attenzione agli insegnamenti che provengono dalla vita
di tutti i giorni, dalle sfide e dalle difficoltà che si devono
affrontare. Secondo il Copto, la vera saggezza viene dall’amore, dalle
perdite sofferte, dai momenti di crisi come da quelli di gloria, e dalla
coesistenza quotidiana con l’ineluttabilità della morte. Il manoscritto
ritrovato ad Accra è un invito a riflettere sui nostri princìpi e sulla
nostra umanità; è un inno alla vita, al cogliere l’attimo presente
contro la morte dell’anima.
martedì 11 settembre 2012
KEN FOLLETT - L'inverno del mondo
L'inverno del mondo rappresenta il secondo capitolo di The Century, la
trilogia incentrata sulla storia del ventesimo secolo proposta da Ken
Follett. In questo secondo episodio, che si apre nella Berlino del 1933
durante l'ascesa politica di Adolf Hitler, i personaggi de La caduta dei
giganti, il primo romanzo ambientato durante la prima guerra mondiale,
passano il testimone ai loro figli. Nella narrazione si intrecciano le
storie di cinque famiglie, una americana, una tedesca, una russa e due
inglesi. Il destino di queste famiglie è indissolubilmente legato al
corso della storia, un cammino insanguinato fatto di giochi di potere
che dalla prima guerra mondiale conduce inesorabilmente verso il secondo
conflitto. La narrazione si sposta continuamente tra Inghilterra,
Russia, Francia, America, Galles e Spagna, seguendo gli eventi più
importanti, gli episodi cruciali che hanno scritto la storia del mondo
nel lasso di tempo che va dall'avvento del nazismo fino all'inizio della
guerra fredda. Ken Follett anche in questo secondo episodio segue la
sua classica ricetta dell'intrattenimento: un'ambientazione storica
scrupolosa, un ritmo incalzante, un intreccio coinvolgente e personaggi
realistici che emergono dalla narrazione con i loro desideri, le loro
ambizioni e tutta la loro umanità. L'inverno del mondo, di Ken Follett, è
un romanzo che descrive la vita durante una delle pagine più scure e
feroci della storia.
venerdì 24 agosto 2012
MARCO AURELIO - L'accettazione del Destino
Qualunque cosa ti capiti,
è stata
prestabilita per te
fin dall'eternità,
e un fitto intreccio di cause
ha
da sempre legato la tua esistenza a quell'evento.
MARCO AURELIO
giovedì 17 maggio 2012
Antonella Mascali - LE ULTIME PAROLE DI FALCONE E BORSELLINO
"La realtà che abbiamo vissuto e sofferto con Giovanni e Paolo racconta
che, diversamente da quanto si ripete nelle cerimonie ufficiali, il male
di mafia non è affatto solo fuori di noi, è anche 'tra noi'. Racconta
che gli assassini e i loro complici non
hanno solo i volti truci e crudeli di coloro che sulla scena dei delitti
si sono sporcati le mani di sangue, ma anche i volti di tanti, di
troppi sepolcri imbiancati. Un popolo di colletti bianchi che hanno
frequentato le nostre stesse scuole e che affollano i migliori salotti:
presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali,
presidenti della Regione siciliana, vertici dei servizi segreti e della
polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d'oro,
personaggi apicali dell'economia e della finanza e molti altri. Tutte
responsabilità penali certificate da sentenze definitive, costate
lacrime e sangue, e tuttavia rimosse da una retorica pubblica e da un
sistema dei media che, tranne poche eccezioni, illuminano a viva luce
solo la faccia del pianeta mafioso abitata dalla mafia popolare, quella
del racket e degli stupefacenti, elevando una parte a simbolo del
tutto." (Dalla prefazione di Roberto Scarpinato)
mercoledì 18 aprile 2012
Giampaolo Pansa - TIPI SINISTRI
“Esiste ancora la sinistra in Italia? Sembra di sì, e non so dire se sia un bene o un male. Qualche amico proverà orrore perché oso scriverlo e penserà che abbia davvero cambiato campo. Ogni tanto qualcuno mi accusa: Pansa, sei diventato di destra! Di solito sono signori che non hanno digerito i miei libri revisionisti sulla guerra civile. Adesso troveranno qui una conferma dei loro sospetti. Li capisco. Tipi sinistri è il ritratto dei vizi che uccidono il progressismo italiano, una descrizione fondata sulle figure dei suoi capi e capetti. Ho imparato da tempo una verità: le idee camminano sulle gambe degli esseri umani. È un principio che vale anche per i partiti. Se vogliamo capire di quale pasta sono fatti, bisogna osservare i personaggi che ne occupano le prime file. Tipi sinistri dipinge senza riguardi i big rossi. Ma soprattutto li colloca in una sequenza di gironi infernali che spiega molte delle loro disgrazie. Si va dagli Invincibili agli Sconfitti, dai Superstiti agli Isterici, dagli Apprendisti agli Indignati, per approdare ai Bolliti, ai Dispersi, ai Rinati e agli Inguaiati. È un catalogo realistico o no? Penso di sì, però non vedo l’importanza della domanda. Mentre scrivevo questo libro malandrino, ho mirato soprattutto a raggiungere due risultati. Il primo era sfuggire alla sudditanza nei confronti del sinistrismo italico. In troppi ritengono che stare a sinistra sia bello, giusto, elegante. Mentre la destra è comunque sporca, brutta e cattiva. Il secondo obiettivo era offrire al lettore un racconto divertente, irrispettoso, privo di baciamani. Soltanto i cronisti con i capelli bianchi possono permettersi questo lusso, poiché non hanno più nulla da perdere. Concludo avvertendo che nella catastrofe delle sinistre ho saputo distinguere. Giorgio Napolitano non assomiglia certo a tante eccellenze rosse. Lo stesso vale per Carlo De Benedetti: l’Ingegnere è meglio di molti dei soloni che scrivono sui suoi giornali. Per gli altri protagonisti non resta che leggere Tipi sinistri. E se qualcuno vorrà maledirmi, ci riderò sopra.” G.P.
Serena Dandini - GRAZIE PER QUELLA VOLTA
Di cosa è fatta una vita? Di domeniche pigre in cui non rispondiamo al telefono per rimanere sul divano abbracciando un libro appena iniziato. Di ore spese inutilmente a cercare le sigarette, le chiavi della macchina, gli occhiali da sole, perché si sa che spesso e volentieri le cose si spostano per farci dispetto e divertirsi alle nostre spalle. Di pomeriggi adolescenziali passati a guardare le gocce di pioggia che rimbalzano sul vetro, sognando di sposare Mick Jagger. Di quei bomboloni sganciati da un razzo su un letto di zucchero che papà ti portava a mangiare per insegnarti i piaceri della vita. Di mattine in cui scopri allo specchio che in una notte hai preso cinque anni e non ti resta che tifare per un po’ d’indulgenza, in un Paese in cui dimostrare la propria età è più grave che fare una rapina a mano armata. Di salti della quaglia da uno schieramento a un altro nella più autentica suddivisione tra esseri umani: quella tra coppie e single. Di momenti in cui basta un calzino con l’elastico moscio per far emergere tutte le nostre insicurezze. Di quel preciso giorno in cui si spezza il tempo alla fine dell’estate. E di tutto quello che non ricordiamo più ma ogni tanto affiora dalle misteriose stanze della nostra memoria difettosa.
In questi racconti che spaziano tra ricordi e riflessioni chiamando a testimoni Borges e la moglie di Tolstoj, Grace Kelly e Gaber, Simenon e la zia Lella, Ovidio e gli U2, Serena Dandini torna alla scrittura dopo il successo di Dai diamanti non nasce niente.
Grazie per quella volta esplora con tenerezza, ironia e sincerità una catena di debolezze di cui
andare fieri, di fragilità nostre e del mondo: è il tempo di autoassolverci, di fare pace con i
nostri difetti imparando a conviverci tra alti e bassi, proprio come succede a ogni coppia pluricollaudata.
andare fieri, di fragilità nostre e del mondo: è il tempo di autoassolverci, di fare pace con i
nostri difetti imparando a conviverci tra alti e bassi, proprio come succede a ogni coppia pluricollaudata.
martedì 10 aprile 2012
Massimo Carlotto - RESPIRO CORTO
«"Marsiglia, - pensò. - Non ci sono mai stato". Gli venne in mente un vecchio film americano sul traffico di droga che aveva visto in un cineclub di Leeds. Frugò nella memoria a caccia di immagini. Gangster e zuppa di pesce».
Massimo Carlotto, Respiro corto
***
Sullo sfondo di una Marsiglia mai così affascinante, difesa da inguaribili romantici come il commissario Bourdet e il boss Armand Grisoni, una generazione di criminali del tutto nuovi scende in campo. Hanno studiato. Sono giovani, spregiudicati, e corrono terribilmente veloci. Potranno mai fallire?
Massimo Carlotto, Respiro corto
***
Sullo sfondo di una Marsiglia mai così affascinante, difesa da inguaribili romantici come il commissario Bourdet e il boss Armand Grisoni, una generazione di criminali del tutto nuovi scende in campo. Hanno studiato. Sono giovani, spregiudicati, e corrono terribilmente veloci. Potranno mai fallire?
Come una danza leggera e sapiente, ma implacabile, uno tra i più amati scrittori italiani ci conduce nella orgogliosa arroganza del nuovo crimine. E racconta da par suo una grande storia, che spazia dai boschi radioattivi di Cernobyl ai caveau delle banche svizzere. Con una irresistibile gang di privilegiati.
Zosim, Sunil, Giuseppe, Inez. La Dromos Gang. Si sono conosciuti studiando Economia a Leeds. Brillanti, impeccabilmente vestiti, del tutto amorali ma tra loro fraterni, quattro giovanissimi con pesanti famiglie alle spalle piombano su Marsiglia da ogni parte del globo, per prendersela tutta. Sono convinti che il mondo è di chi corre veloce come il denaro, di chi corre più veloce di tutti, e il resto non merita di vivere. È subito guerra con i vecchi arnesi: un tenace boss corso di lunga carriera, e una poliziotta in disgrazia che ha un'idea tutta sua della giustizia. Mentre un narcotrafficante allo sbaraglio, che porta il nome fatale di un grande calciatore, proverà a giocare la sua esilarante, tragica partita.
E Marsiglia, il luogo oggi dello scontro criminale per eccellenza, dove i conflitti si risolvono a colpi di kalashnikov, diventa l'epicentro di un sisma vastissimo, dalle conseguenze del tutto imprevedibili.
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